Tirana mon amour

... jamas podria pisar tierra firme donde vivire...

Friday, September 29, 2006

This is the rythm....

Sono circa le 23 di venerdi' sera, adesso. Qua da qualche parte in questa capitale balcanica che non ho mai avvertito tanto grande qualcosa sta pulsando. All'Albafilm Studio, nell'Atelieri i madhe, si sta svolgendo l'Eurodance'90 Party. Ci sono Corona, Paradisio, Regina... e io sono a scrivere questo in un internet point dietro casa. Cazzo! Nessuno sa dove si trovi questo posto...
In compenso buone nuove: la luna e' crescente, una quasi mezzaluna che mi fa tanto sperare bene da lunatico (nel senso stretto) quale sono, e oggi ho ufficialmente trovato lavoro presso l'Istituto Italiano di Cultura. Comincio giovedi e per 60 ore, fino a fine gennaio, avro' una classe di 13 ragazzi da gestire.
E spero che qualcosa si muova alla mia associazione, che cose da fare ce ne sarebbero tante, come giustamente ha notato Eleonora. Il fatto e' che tutto qua va in cerchio. Il modo di pensare, il modo di agire, e' tutto un girotondo e ancora devo capire come entrarci, abituato come sono a camminare bene o male con una meta in testa.
Buona notte a tutti, vi bacio.

Wednesday, September 27, 2006

Foto!!!

Finalmente le prime foto dall'Albania...sono mischiate tra Durazzo, Tirana, l'aereo e questo fine settimana in un posto da favola al nord... mi sa che capite le foto che vengono da li'.
Basta andare sul link "le mie foto".
Per chi e' interessato a venire a Tirana ho messo il link della Belle Air, che fa voli low cost da tutta Italia!

Bisness time

Oggi alle 14 ho un'appuntamento alla Piramide, il fu mausoleo di Hoxha che ora e' un centro culturale, un bar, una discoteca, nonche' l'appoggio per le antenne della Televizioni Shqiptare. Ho appuntamento con mister Keef. Non lo conosco, mai visto, ma e' un pezzo grosso. Al telefono mi ha detto che lavora per l'OSCE, l' Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Mi ha chiamato ieri alle 4 del pomeriggio. Me l'aspettavo. Vuole incontrarmi. Dobbiamo discutere di affari, e qui per discutere di affari ci si da' appuntamento ad un caffe'. Vuole che lavori per lui, ha bisogno di me, delle mie conoscenze. I soldi in ballo sono parecchi. Dipende da me se accettare o no. Lezioni individuali. Italiano. Quando il gioco si fa duro... Per l'occasione mi sono messo i jeans a quadri arancio e rossi e grigi e il maglioncino a righe grigie e verdi, tutto proveniente dal mitico ropero di Santiago. Mancano due ore.

Friday, September 15, 2006

La Cina e' vicina...400 leke!

Per soli 400 leke (3.50 euri) qui a Tirana ti puoi permettere la cosa piu' in del momento, almeno finche' dura questo sole spietato. L'ombrellino cinese per farsi un po' d'ombra. Ce l'ha la ragazzina e pure la nonna. E' bello! Mi sembrava anche una cosa divertente, poi ho pensato alle realzioni tra Albanie e Cina negli anni 70 e mmmmm.... Comunque e' un'idea geniale, belli, comodi, pratici, stra stilosi. Non a caso la prima volta che ho visto tali aggeggi era alla manifestazione del 14 gennaio scorso a Milano, Usciamo dal silenzio, ed erano la bandiera di quelle geniette del Sexyshock!! Chissa' che la prossima estate non spopolino anche sull'opposta costa adriatica... l'ho sempre detto che i Balcani sono il nostro futuro.

Walter Audisio

Ieri visita al Museo Nazionale. E tra costumi tradizionali, la culla di Madre Teresa e vasi ellenizzanti cosa ti spunta fuori? L'arma che Walter Audisio ha usato per uccidere il duce, tale Benito. E' stato Audisio stesso che l'ha regalata ai partigiani albanesi. Vi mmaginate la sorpresa? Venire al Museo di Tirana per trovare questa reliquia...per favore, diffondete la voce!
Dopo il museo siamo andati a mangiare in un ristorantino tranquillo e da prode mi sono preso il TAVE DHEU, un piattino di frattaglie bovine, fegato, cuore, polmoni in un mare di olio e gjize (una specie di ricotta)... mamma che buono!! Ma pure un po' pesantino se consdero la peantezza di stomaco che mi ha perseguitato fino a notte.
Tirana mi piace. E' una citta' che ha le sue attrattive. Il ritmo albanese inizia a appartenermi, quando cammino in compagnia non sono piu' da solo in testa alla comitiva. Respiro (ma conviene con l'aria micidiale di qua?). La birra Tirana e' buona e si merita l'esportazione. La gente e' ospitale. Il caffe' e' buonissimo. Per dirti si scuotono la testa. Stanotte ho sognato di nuotare nel Tevere, a Roma, intorno all'Isola Rosa. Poi suonavo la fisarmonica e mi si bruciava da dentro. Poi ero in treno con Licia verso Venezia e sul treno passava un prete che vendeva sigarette. Licia ne voleva un 4 o 5 pacchetti e chiedeva lo sconto intonando cori da caserma.

Wednesday, September 13, 2006

Sogno numero 6+7

Elisa Battiston, immersa in un paesaggio da Highlands scozzesi, e circondata da una luce fioca. Ha in braccio un bebe' infagottato di giallo. Mi guarda con aria interrogativa. "Ma secondo te, se lo lascio cadere, poi rimbalza e mi torna in braccio?"
La Sbaw se ne deve andare e mi saluta (davvero doveva andarsene quella mattina!): "Se i treni andasserro come i dinosauri ci veduiamo tra mille anni-luce"

Ho visto un elefante volare

La scorsa settimana Carlo ed Eva, due amici-giornalisti-fotografi-italo-spagnoli, mi hanno preso per mano e condotto in una Tirana che mi ha stregato. Voglio tra i tanti momenti fermare quello dell'incontro con Ema Andrea, una famosa attrice teatrale albanese. Ho visto un Elefante volare. E' questo il suo esordio mentre segue rapita il volo di un nastro di plastica nel vento della capitale. Rapisce anche noi immediatamente. Caffe' Piazza, dietro il museo nazionale. Parla dei ragazzi dell'Accademia, in cui insegna, della loro ingordigia di fama e soldi, del mito creato dagli "Amici" di Maria de Filippi. Qua mancano i soldi per fare teatro, mancano i fondi per finanziare la cultura, e non e' facile trovare mecenati in una societa' come questa la cui bussola impazzita punta dritta al consumismo ostentato. E i ragazzi non vogliono fare sacrifici. cosi' si riducono a fare cabaret di basso taglio nelle tv locali... gli Artisti sono costretti a emigrare, lei stessa li sprona e li aiuta. Ma rimane. Resiste. Mi ricorda la donna in prima piano del mosaico che sovrasta la piazza: saldamente ancorataal suolo guida il popolo con il fucile in mano. A quanto pare il fucile di Ema e' scarico, ma l'intensita' e la determinazione di questa donna che sola con pochi altri cerca di portare avanti tramite slalom ai limiti della "legalita'" un discorso culturale in Albania ora impregnano l'aria di tutta la citta'. Le respiro . E' enorme. Da una pianura desolata si elevano queste montagne maestose, solitarie, fredde di neve e ghiaccio, gioiose di sorgenti e terme, alte. E sono tante, tra le persone che ho conosciuto qui quello che mi ha colpito di piu' e' lo spirito alto che c'e', la forte potenzialita', ma anche la mancanza di prospettiva.
Percorriamo tutto il Boulevard Deshmoret e Kombit. Scendiamo a valle tra uno sventolio di bandiere e parrucche luccicanti. SHQIPERI SHQIPERI SHQIPERI E' un torrente rosso. Tre dighe in uniforme, ma con la parola magica non sono un problema... altro che salmoni! Ed eccoci arrivati nella conca, la fossa, gli United States of Albania. La partita e' di quelle importanti, valida per le qualificazioni agli europei 2008. Albania-Romania 0-2.
Carlo ed Eva, grazie...

Monday, September 11, 2006

Sogno numero 3


Il treno per Taranto viaggia di notte. E' pieno di gente, giovane. Dev'esserci qualche motivo. Facce non nuove, ma nessuno che conosca. Scendo a una stazione, come un autogrtill, faccio pipi' e rimango a bocca aperta di fronte all'ampia scelta di dolci tedeschi che c'e' nel chioschetto. Tutti con crema ai frutti di bosco (dove sei Carsten????) dura o morbida, spumiglie, affari voluminosi, da Hansel e Gretel. Ma il treno intanto e' partito. Dal binario lo vedo e penso di essere un cretino: perche' cazzo dovevo scendere dal treno per fare pipi? Mi ricordo la sensazione sul treno.Calduccio, lo zaino in braccio, seduto davanti come su un bus vedevo la strada correre davanti a me. E quell'affollamento di risate, canti e chiacchiere amichevoli che mi facevano sentire a casa ma estraneo.