Tirana mon amour

... jamas podria pisar tierra firme donde vivire...

Friday, October 13, 2006

Lindo Ferretti!!!


GIOVANNI LINDO FERRETTI PASCOLARE PAROLE ALLEVARE PENSIERI (Giovanni Lindo Ferretti voce, senso; Lorenzo Esposito Fornasari canto;Raffaele Pinelli organetto; Ezio Bonicelli violino.) Camminando su ieri è domani che cammina davanti a me, fiorendo il mio giorno. un palcoscenico spoglio luci bianche, quattro seggiole la voce legge, recita, salmodia, canta due voci all'unisono, a controcanto, a contrasto voce suono, voce senso il racconto di una regressione genetica da casa nel mondo e dal mondo a casa transumanza nello spazio e nel tempo due suoni organetto lo strumento che ha segnato l'accesso, nella musica popolare, alla modernità. Piccolo mantice sonoro, figlio della meccanizzazione del mondo. Al virtuosismo del suonatore la facoltà di commuovere nella dolcezza, eccitare nel ritmo. . A ricucire, nella melodia, le antiche vie d'Europa alle piste dell'Asia Centrale.

Thursday, October 12, 2006

Benedictus mixx



Sono nell'ufficio e una zanzara mi sta massacrando di punture. nonostante cio' non riesco a staccarmi dal computer... sto ascoltando questa canzone, si chiama BENEDICTUSMIX ed e' semplicemente geniale. Il nuovo must delle M.B.Laundrette! Meglio della Tosca!
Io sono commosso. Per favore sentitela, scaricatela, diffondetela e commentate... questo e' il sito:

http://www.catholique.org/affiche-2120.php

Tuesday, October 10, 2006

10 tetor, e marte

I Kussundola mi accompagnano al risveglio. È un cd che Meg mi spedí da Santiago de Compostela l’anno corso. Penso che arrivi da Domenico e il suo viaggio in Portogallo con Pedro. Ora so che potrei perdermi in mille narrazioni: parlare di Domenico e del nostro rapporto ritrovato alla vilgia delle ostre partenze, di Meg e del nostro rapporto perso alla vigilia della mia partenza, delle mie 5 settimane a Santiago, di Pedro e Anna e Domenico e Meg e io e… alla grotta di Sasso Marconi nella primavera di due anni fa, l’anno della mia morte e rinascita. Da Tirana quei tempi mi sembrano lontani distanti e senza suono. Pedro parlava dei viaggi, io e Domenico ci litigavamo il suo flauto di legno. La zuppa era pronta, il pane per cucchiaio. E il bosco sapeva di rucola. E il giorno in cui io e Pai siamo andati al fiume col nostro scchetto di frutta. Ricordo bene che rimasi impressionato da una pianticella di poche foglie rosse gialle e verdi che spuntava dai sassi bianchi. E il bagno di Pai sotto la guardia di un airone cinerino. Oggi Pai è mamma di Agata. Poi I Kussundola, dopo che ho finito la doccia e mi appresto a spalmare la salsa verde di peperoni sul pane abrustolito inneggiano a Rastafarai. Salento agosto 2006. Giacomo guida il camper di Noemì, Domenico è seduto al. finestrino, io nel mezzo. Nell’aria Alpha Blondie. Si parla di reggae e rastafarianesimo. Giacomo ne sa e allora ne approfitto e mi faccio un po’ raccontare la storia di questi. Naturalmente non me la ricordo bene. Sogni di ritorno in Africa, fede nel nuovo Messia che è Selassiae, radici cristiane, Terra Promessa e ovvimente tanto machismo. Domenico prende le difese di Bob Marley, lo capisco. Lui vuole fermarsi ai testi delle sue canzoni. Giacomo vuole parlare della sua vita, del fatto che non si volesse curare in quanto convinto di essere una specie di profeta unto da Dio, di quanto trattasse da pezza l* su* donn*. Domenico non vuole pensare a questo. Io nel mio spirito critico non lo capisco, ma forse non è una maniera tanto sbagliata attraverso la quale prendere la vita. Comunque io cambio il cd per l’altrettanto controverso Battiato. Mi piace. Apro il frigo ed ecco che le olive di Enver! Ieri sera dopo lo spettacolo folkloristico albanese/egiziano all’Opera mi fermo con Reetta allo spaccio di Enver, sotto casa nostra. Il giorno prima avevo adocchiato la tanichetta di plastica piena di olive snocciolate e con pezzi di limone che spuntavano a tratti. Belle. Penso siano stati i pezzidi limone a convincermi. Quindi ieri sera ne compro un sacchettino, giusto per lo sfizio. A casa le assaggio. Morbidissime. Gustose. Le olive piú buone che abbia mai provato, ma parlo da polentone bergamasco naturalmente. Sono grosse. E dentro sono rosa. Carne. Ieri ho cenato con queste olive, pane e il formaggio bianco, simile alla feta e unico formaggio disponibile sul mercato. Buono. Per colazioone pane abrustolito, olio d’oliva, sale, salsa di piperki macedone, cetriolo a fettine e le olive di Enver. Nella vestaglia di Licia.

Friday, October 06, 2006

Due giorni da ricordare

Ieri e oggi sono stati due giorni che volgio ricordare. Dopo una settimana abbastanza grigia, carica di nostalgia e disillusioni ecco che ieri e' tornato il sorriso. Prima di tutto alla mia associazione e' arrivato un tipo troppo a posto. E' un olandese di 25 anni, Joris, sta girando i balcani con la sua motocicletta da un paio di mesi e ha deciso di fermarsi a Tirana per qualche giorno intanto poi si vedra'... io gli ho detto che da fare non c'e' un granche nella bella casetta con praticello di cicoria che e' Aksion Plus, ma sai mai che in due riusciamo a cavare qualche ragnetto dal buco... Andiamo a mangiare alla mensa: peperoni ripieni e insalata per me, insalata e salsa di peperoni per lui. Buono, e mi piace che e' un tipo che tiene mlto la conversazione, tanto che non finiva piu' di mangiare. Sulla strada verso il centro e' attirato da una batteria il cui suono viene dal liceo musicale di Rruga Elbasanit. Vuole sapere se e' possibile suonare. Cerchiamo l'entrata... ERMAL!!!!! Cazzo! C'era li' Ermal, il clarinettista, il ragazzo che ho conosciuto con Eva e Carlo. Ho realizzato che il suo numero che avevo era sbagliato, per quello non rispondeva mai.... e la niotizia e' che e' entrato in Accademia e venerdi' prossimo ha un concerto con Erion non so dove...passa per cena.
Cercare le poste e' stato difficile, ma appagante, almeno per gli occhi e la gola... nell'ufficio postale centrale di Tirana, da dove passa tutta la posta albanese, proprio dal centro del soffitto pende una palla da discoteca, si' con specchietti e tutto il necessaire.... e poi ho ritirato il pacco di mamma' con tanto di soppressate irpine e torrone ricoperto di cioccolato. Joris cercava un paio di scarpe perche' gliele avevano rubate nel viaggio, e un paio di stivali con i trenta gradi fissi di qui non sono un buona idea. La sera siamo a casa mia cenare, con tutte le mie coinquiline ma senza Ermal che non viene. Zuppa e poi riso e poi verdura e poi torrone e poi partitone a Tokyo, ma io non vinco mai!!

Oggi me lo voglio ricordare con questa fotografia sonora...
Esco dal giornalaio di Piazza Skanderbeg. L'edificio, lo stesso dell'Opera, e' rivolto a ovest. Rimango folgorato. Non conosco un'altra parola. Come spesso accade e' il cielo di Tirana il colpevole. I colori al tramonto erano abbaglianti. Emozionato, commosso. Mi siedo sulle gradinate e guardo. Il traffico e' regolare, il ruomore e' quel rumore rassicurante di traffico cittadino all'ora del tramonro, ed anche i clacson erano piacevoli. Le luci della piazza erano gia' accese senza che ce ne fosse bisogno. Il museo illuminato, la moschea, la torre dell'orologio. Dal giardinetto davani al teatro per bambini (il fu primo parlamento albanese) viene il suono di un clarinetto che da' quel tono balcanico che adoro dell'Albania. Ed ecco che dal minareto ilmuezzin innalza la preghiera della sera. E' mese di Ramazani, come lo chimano qua. Ma la religione in Albania e' davvero un optional. E Tirana all'orizzonte brillava. RROFSH